🐾MOST DUGEL'amore resta.
Achille-Akile — Aki na Mostu Duge

UNA LEGGENDA CHE PORTA SPERANZA

La leggenda del Ponte dell'Arcobaleno

Un giorno ci ritroveremo.

Si racconta che esista un luogo, da qualche parte tra questo mondo e ciò che verrà, dove il cielo scende abbastanza in basso da poter essere sfiorato da piccole zampe.

A quel luogo conduce il Ponte dell'Arcobaleno.

Quando un animale che abbiamo amato ci lascia, non scompare nel buio. Secondo la leggenda raggiunge un grande prato vicino al Ponte. Lì fa sempre caldo, l'erba è morbida, l'acqua limpida e le giornate serene. Non esistono dolore, malattia o paura.

Chi era anziano torna a correre. Chi era malato torna sano. Chi non riusciva più a camminare corre di nuovo libero nell'erba.

Eppure manca qualcosa. Manchiamo noi.

Per questo, ogni tanto, si fermano durante il gioco e guardano verso l'orizzonte. Come se cercassero una voce che conoscono meglio di tutte le altre.

Poi un giorno uno di loro alza la testa. Gli occhi si illuminano. Ha riconosciuto qualcuno.

Comincia a correre, sempre più veloce. Le piccole zampe volano sull'erba e lo sguardo non si stacca dalla persona che gli sta venendo incontro.

E finalmente si ritrovano.

Le mani abbracciano di nuovo quel pelo accarezzato mille volte. Gli occhi che un tempo si capivano senza parole tornano a guardarsi.

Poi attraversano insieme il Ponte dell'Arcobaleno.

E non si separano mai più.

Forse è soltanto una leggenda. Ma l'amore che abbiamo ricevuto era reale. Il loro sguardo era reale. La gioia con cui ci accoglievano quando tornavamo a casa era reale.

Per questo il Ponte dell'Arcobaleno non è soltanto una storia sulla morte. È una storia sull'amore che rifiuta di scomparire.

Per me quel ponte è il luogo in cui immagino Achille-Akile, il mio Aki: libero, sano e felice, con quello sguardo che sapeva dirmi più di qualunque parola.

«Aki… papà è arrivato.»